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Quante volte parlando di pentole avete sentito parlare di Teflon come di un materiale miracoloso, quello che avrebbe risolto la vostra vita in cucina in modo semplice ed efficace.

Rivestimento in Teflon, il Teflon super antiaderente, padelle in Teflon.

Tutte cose di cui abbiamo già sentito parlare almeno una volta nella vita. Ma il Teflon fa davvero quello che dice? E soprattutto è sicuro per la nostra salute? Tra poco risponderemo a tutte le tue perplessità.


Che cos’è il Teflon

Il Teflon, o meglio il PTFE,  è un composto chimico a base di fluoro che è stato inventato 25 anni fa dall’azienda DuPont. Si tratta di una polvere bianca, leggerissima, inodore, molto resistente che non può essere sciolta da nessun solvente e che galleggia sull’acqua. Questo è molto importante, tienilo a mente perchè è alla base della sua caratteristica ma anche dell’impatto sull’ambiente e sull’uomo di cui parleremo tra poco. In parole povere il Teflon è resistentissimo (fino a 300°C) e soprattutto incredibilmente antiaderente. Ovviamente c’è un ma. Per ottenere queste caratteristiche vengono impiegati dei composti chimici con caratteristiche molto particolari che però alcuni studi hanno rivelato essere nocivi.


Perché alcune pentole sono pericolose per la nostra salute?


Cominciamo con il dire che il Teflon è un materiale plastico e che entra in contatto con i nostri alimenti tramite padelle antiaderenti, pentole antiaderenti e teglie. Infatti il Teflon è il rivestimento antiaderente più famoso del mondo. Come si scopre che il Teflon viene fabbricato con sostanze nocive? Il caso scoppia nel 2015 in seguito a uno sversamento di PFOA, composto chimico che si utilizza per impermeabilizzare il rivestimento, che causa inquinamento ambientale e la morte di pesci e vegetazione. Se fa questo agli animali che effetti può avere sull’uomo? 

 


PFOA, cos’è


Nella produzione del Teflon vengono impiegati diversi composti chimici, come l’acido perfluoroottanoico, detto anche PFOA. Ma che cos’è il PFOA? Si tratta di un composto che si è rivelato negli anni tossico e cancerogeno, oltre a essere nocivo per l’ambiente, al punto che molti produttori, spinti anche dall’opinione pubblica oltre che dalle ricerche, hanno interrotto il suo utilizzo nella catena produttiva. Pensate che questo composto è stato rilevato nel sangue di oltre il 98% della popolazione degli Stati Uniti: questa esposizione è dovuta principalmente allo scarico dei rifiuti nell’Oceano negli ultimi cinquant’anni, specialmente nella valle dell’Ohio River. Contro la DuPont che utilizzava questi materiali per la produzione di pentole e padelle antiaderenti, è stata fatta una class action e allo stesso tempo sono stati condotti studi sulla popolazione da parte di 3 epidemiologi alla ricerca di composti chimici nel sangue. Il risultato? C’è un associazione diretta tra l’esposizione al PFOA e alcune tipologie di cancro come cancro ai reni o ai testicoli, malattie della tiroide, ipercolesterolemia, colite ulcerosa e ipertensione gravidica.


Cosa vuol dire senza PFOA?


Lo IARC, Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, nel 2016 ha classificato il PFOA nel gruppo 2B, una sostanza quindi possibilmente cancerogena per l’uomo. Studi condotti in laboratorio sugli animali hanno mostrato un aumento di tumori dopo l’esposizione a dosi elevate di questo materiale per periodi prolungati. I dati sugli esseri umani sono invece stati raccolti su persone esposte per motivi professionali o residenti vicino a impianti produttivi. Ecco perchè molti produttori hanno cominciato a produrre i rivestimenti delle padelle con altri materiali, scrivendo sulle specifiche “senza PFOA”. Ma cosa significa PFOA free? Tutto e niente. Se è vero che per produrre quella padella non vengono utilizzati PFOA, è vero anche che non sempre i produttori conoscono nel dettaglio i composti chimici che utilizzano per le loro pentole antiaderenti. Molto spesso queste vernici vengono prodotte da divisioni della DuPont, che utilizza il GenX, materiale di cui molti tossicologi hanno già chiesto la sostituzione perchè ha caratteristiche simili a quelle del PFOA. Se è vero che il GenX non permane nel corpo umano come il PFOA, ma viene espulso in un paio di giorni, è altrettanto vero che risulta più solubile in acqua, quindi potrebbe più facilmente essere presente nell’organismo e consumato quotidianamente. 


Gli effetti del PFOA e PFAS, cosa sono

Come si vede in questo servizio di Report, gli effetti nocivi del PFOA sono stati studiati da famosissimi epidemiologi come Tony Fletcher, della scuola di igiene e medicina tropicale di Londra. La comunità su cui ha indagato Tony Fletcher è quella che vive nei pressi dello stabilimento americano della DuPont, che per anni ha usato proprio il PFOA nel processo di produzione del Teflon.

È una sostanza persistente che non degrada nell’ambiente, tutti abbiamo questa sostanza nel nostro sangue. Circola nell’ambiente, penetra nel pesce che poi mangiamo”, ci spiega il ricercatore. 

Ci sono altre sostanze oltre il GenX che contengono atomi di fluoro, i cosiddetti PFAS.

Cosa sono i PFAS e a  cosa servono i PFAS?

Si tratta di composti chimici che vengono prodotti a partire dagli anni Cinquanta utilizzati per rendere i prodotti resistenti all’acqua e ai grassi. Chi produce PFAS? Si tratta di composti chimici utilizzati per rendere materiali resistenti ad acqua e grassi, non solo pentole antiaderenti quindi ma anche incarti e involucri alimentari e non. Anche quelle non tossiche lo possono diventare quando si accumulano nell’ambiente. 208 scienziati hanno firmato un appello per mettere al bando i PFAS, per sensibilizzare l’opinione pubblica all’utilizzo di materiali sostenibili e non tossici per l’ambiente e per l’uomo. 


Che cos’è l’inquinamento da PFAS

Anche in Italia, e in particolare in Veneto, a partire dal 2013 sono state fatte analisi e ricerche sui potenziali inquinanti emergenti nel bacino del Po e nei principali bacini fluviali italiani da parte del Ministero dell’Ambiente. Queste ricerche hanno rilevato la presenza di PFAS in acque sotterranee, acque superficiali e acque potabili. Gli PFAS si accumulano nell’ambiente, persistono negli organismi viventi dove a raggiungimento di alte concentrazioni risultano tossici. L’esposizione dell’uomo avviene anche per via alimentare, per inalazione e ingestioni di polveri. Ecco che cosa sono i PFAS nell’acqua e perchè la contaminazione dell’acqua potabile risulta particolarmente grave e dannosa. Ricerche più recenti hanno messo in luce anche un incremento nelle patologie dei neonati ma anche delle donne in gravidanza nelle aree più contaminate.


Che materiale è il PTFE

Oltre a PFOA e PFAS, bisogna fare attenzione anche all’utilizzo del PTFE in pentole e padelle antiaderenti. Il PTFE di per sè non risulta nocivo, ma comincia a creare seri problemi a contatto con gli alimenti specialmente se raggiunge  temperature significative, come quelle che utilizziamo in cucina. Diversi studi di laboratorio infatti dimostrano che oltre i 260°C il PTFE, materia che inizia a deteriorarsi, crea residui molto nocivi per la salute degli esseri umani. Alcuni tipi di cottura come per esempio la frittura, non risultano possibili con questo materiale, proprio a causa delle alte temperature raggiungono. La stessa cosa vale anche per le cotture in forno, motivo per cui viene consigliato di rivestire le teglie antiaderenti con la carta da forno e non metterle a contatto diretto con gli alimenti. Il PTFE risulta ancora più nocivo se ingerito insieme agli alimenti, specialmente se le vostre padelle risultano graffiate o rovinate e per questo a rischio di dispersione del rivestimento. Il PTFE infatti può staccarsi dalle superfici e tu potresti ingerirne dei frammenti. 


Come difendersi da PFE e PFOA

Per una cucina sana non è necessario soltanto scegliere gli ingredienti giusti ma anche cucinare in materiali che non risultino nocivi per l’uomo e per l’ambiente. Le pentole CucinoSano sono prodotte con l’esclusivo rivestimento Eco Shield, un materiale naturale ed ecologico che assicura l’antiaderenza e non si rovina, non si scheggia, proteggendo a lungo le tue padelle e la tua cucina. 

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